Come ho imparato a cucire e perché puoi farlo anche tu
Sono passati più di dieci anni da quando ho scritto per la prima volta “The Yellow Peg” in cima a un blog di cucito.
Quel blog, nel tempo, si è trasformato in un sito vero e proprio in cui la mia storia ha trovato un piccolo posticino.
La prima versione di questo post, pubblicata nel 2024, nasceva dall’esigenza di raccontarmi in maniera ancora più autentica: raccontare come e quando ho imparato a cucire, i ritagli di tempo dopo il lavoro da ricercatrice, i 40 metri quadri condivisi con la macchina da cucire, i primi progetti cuciti a tentativi.
Siamo a marzo 2026, The Yellow Peg compie 10 anni, e nel frattempo sono successe tante cose: Cucito Leggero è cresciuto, sono nati dei nuovi corsi di progettazione, un libro, abbiamo costruito insieme una community che non avrei mai osato immaginare. Ho deciso quindi di aggiornare questo articolo per aggiungere i nuovi capitoli di questa storia e, soprattutto, cosa mi hanno insegnato questi 10 anni di attività.
Una piccola premessa
Imparare a cucire è un sogno che tanti custodiamo nel cassetto ma quando si tratta di realizzarlo davvero ci assalgono improvvisamente centinaia di dubbi: e se non ne sono capace? Dove trovo il tempo? Dove trovo lo spazio in una casa così piccola? E se poi vengono fuori solo schifezze? E che tipo di investimento devo fare? E se poi non mi porta da nessuna parte e scopro che ho buttato via i soldi?
Queste sono solo alcune delle domande che ci affollano la mente quando pensiamo di ritagliarci dello spazio, nella nostra vita trafficata, per una nuova passione come il cucito. A volte non pensiamo neanche di meritarci quel tempo e quello spazio tutto nostro! Come lo so? Perché io, per prima, ci sono passata. Io, per prima, ho tenuto quel desiderio per decenni chiuso in quel cassetto, senza neanche dargli una chance. Ma poi tutto è cambiato. Dunque oggi eccomi qui a raccontarti come ho imparato a cucire e perché puoi farlo anche tu.
Se preferisci ascoltare la mia voce, qui trovi il video aggiornato “Chi sono 2.0 – 10 anni di The Yellow Peg”, dove ti racconto la mia storia dagli inizi ad oggi.
Se invece preferisci leggere con calma e approfondire i dettagli, continua pure sotto: ritroverai il racconto originale insieme ad alcuni pezzi inediti di storia.
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Quello che (forse) non sai di me
Sono nata a Messina nel 1984. Laureata in ingegneria informatica a Catania nel 2010, mi sono trasferita a Genova l’anno successivo per fare il mio dottorato in intelligenza artificiale. È lì che ho vissuto per 6 anni, a parte una breve pausa in quel di Londra, lì che mi sono dottorata, lì che ho iniziato il mio lavoro come ricercatrice, lì che ho conosciuto mio marito. È lì che ho iniziato la mia avventura folle con il cucito.
Da bambina trascorrevo molto tempo con mia nonna Paola. Lei viveva in un’appartamento in collina dove curava il suo orticello, guardava le sue soap opera preferite, si assicurava che la mia pancia fosse sempre piena - tra una fetta di pane casareccio bagnato nel pomodoro con olio, sale e origano e un piatto di crema al cioccolato - e trascorreva le ore a cucire e ricamare. Spesso cuciva qualcosa per le mie Barbie e io ricordo che osservavo le sue mani in movimento, impaziente di vedere l’opera finita. Non mi ha mai insegnato “il mestiere”, non ne sarebbe stata capace, lei che lo aveva imparato, a sua volta, semplicemente facendo.
Io e la nonna Paola nel 1985
Solo a distanza di anni ho realizzato quanto automatici fossero per me alcuni movimenti delle mani legati al cucito. Annodare il filo prima di iniziare a cucire a mano, per esempio. Ho capito che facevano parte di me per via di tutto quel tempo trascorso a osservare la nonna cucire.
Come ho imparato a cucire
Facciamo adesso un flash forward di qualche decennio e torniamo a Genova. Corre l’anno 2014, mi sono dottorata in primavera e vivo in un appartamento di 40 metri quadri insieme a mio marito, che ho sposato alla fine dell’estate. Per il mio compleanno mi regala qualcosa che - nessuno di noi due può saperlo ma - mi stravolgerà per sempre la vita.
I miei primi strumenti di cucito arrivano a fine anno insieme a una piccola collezione di libri di cartamodelli inglesi e americani. Muovo i miei primi passi, molto incerti, rispolverando la macchina da cucire che prende polvere in garage da un anno e che la mamma mi ha regalato perché “così gli orli ai pantaloni puoi farteli da sola”. Del resto, per quei primi 30 anni di vita, tutto ciò che sapevo fare di cucito era quello: orlare i pantaloni. Necessità dettata dal mio metro e cinquantasette di altezza.
Inizio a cucire facendo dei piccoli progetti di cucito creativo come regali di Natale ma ben presto mi metto all’opera con l’abbigliamento seguendo passo-passo gli insegnamenti dei libri ricevuti. Cucio nel tempo libero che mi lascia il mio lavoro full-time, nel weekend, nei periodi di festa e la sera, prima di cena. In poco tempo, l’unico tavolo presente nel nostro piccolo appartamento viene sequestrato da macchina da cucire e tessuti e io e mio marito consumiamo i nostri pasti sul tavolino da caffè, seduti sul divano. Come ho imparato a cucire? All’inizio così, da autodidatta, semplicemente creando.
Dopo pochi mesi, con qualche abito, blusa, gonna e la mia prima giacca di lana nell’armadio, decido che c’è bisogno di un salto di qualità. Voglio imparare a cucire, voglio formarmi sia nelle basi di sartoria che in quelle di modellistica. Sì, ma come? Con quale tempo e quali soldi?
Trovo un programma di corsi online americano dove viene insegnato un approccio a queste discipline moderno e con un forte stampo industriale, senza però perdere la cura della sartoria classica. Imparo a cucire e a disegnare i miei modelli da zero così, online, ai miei ritmi, dai migliori professionisti d’oltreoceano. Nel frattempo, creo un blog - The Yellow Peg - perché desidero che anche in Italia, dove c’è solo una piccolissima community di cucito moderno, le persone possano imparare come ho fatto io. Del resto, il cucito credo debba essere alla portata di tutti.
I primi anni di The Yellow Peg
Man mano che vado avanti nella mia formazione online, realizzo sempre più che il cucito fa davvero parte di me. Mi appassiona a tal punto da non pensare ad altro che a quei momenti preziosi in cui potrò sedermi alla macchina da cucire. Il mio lavoro da ricercatrice inizia a starmi stretto per via dell’ambiente accademico in cui deve collocarsi, pieno di logiche lontane anni luce da ciò che sono e trovo giusto. Così decido: rifiuto un’estensione di contratto, facciamo i bagagli, ci trasferiamo a Verona - città di mio marito - e riparto da zero. No, non da zero, da ciò che mi fa battere più forte il cuore: il cucito.
Qualche anno dopo, nel 2018, inizio a insegnare a cucire con quelli che chiamo “corsi in kit”. Un nuovo formato di corsi di sartoria in cui spendi alcune ore a imparare e porti a casa un capo cucito da te. Un vero successo e la meraviglia negli occhi di chi sente di avercela fatta, con le sue mani!
Nel 2019 lancio i primi videocorsi di cucito moderno online in Italia: Impara a cucire e Cuci il tuo primo outfit. Solo il giorno prima dell’inizio delle registrazioni scopro di aspettare la mia prima bambina: Sofia.
Poi sono arrivate, come una valanga, la maternità, la pandemia, la necessità di ricominciare in un modo tutto nuovo. Nell’aprile-maggio 2020 tengo i miei primi webinar di cucito gratuiti per rispondere alla domanda “da dove inizio?”. 300, poi 500 persone si riuniscono online per ascoltare ciò che ho da dire e seguire il mio metodo.
Questo mi fa capire una cosa importante: voglio che il mio lavoro non abbia confini geografici e voglio aiutare sempre più donne a cucire i propri vestiti senza stress, a cuor leggero.
Negli anni successivi continuo a pubblicare due nuovi corsi l’anno e l’offerta si fa sempre più completa e strutturata. Arriva anche la seconda bambina, Matilde, nel 2022.
L’arrivo di Cucito Leggero e del libro
Nel settembre 2023 nasce Cucito Leggero, la casa virtuale che riunisce tutti i corsi The Yellow Peg. Il sistema unico che combina cucito e crescita personale, la chiave per imparare a cucire ai propri ritmi, in autonomia, anche se si ha poco tempo, poco spazio, tanta paura.
Qualche anno dopo si realizza anche un sogno che avevo da anni: nel 2025 pubblico il mio primo libro, “Cuci il tuo armadio sostenibile”, che raccoglie il mio metodo in forma cartacea, con cartamodelli inclusi, tutorial fotografici e QR code per i video di supporto. È il ponte perfetto per chi vuole mettere le mani in pasta con un progetto concreto, ma ha bisogno di una guida che gli stia accanto pagina dopo pagina.
E, sempre nel settembre 2025, vengono alla luce anche i miei primi due corsi di progettazione, Cuci con intento e (Ri)Scopri il tuo stile, per imparare a cucire con strategia e progettare il proprio armadio con consapevolezza.
Il che ci porta a oggi. 2026. 10 anni di evoluzione e di ricerca. 10 anni in cui sono cambiata, ma soprattutto in cui ho cambiato tante vite. In questi anni quasi 10.000 donne si sono avvicinate al cucito sartoriale attraverso i miei corsi, i workshop, i sewalong, la community. Ogni giorno ricevo messaggi che iniziano con “Ho cucito il mio primo vestito” o “Ho finalmente superato la paura della macchina da cucire”. Ed è questo, più di qualsiasi numero, che mi tiene qui: sapere che da qualche parte c’è qualcuno che sta scoprendo, tessuto alla mano, di potercela fare davvero.
E, sì, se ci sono riuscita io, puoi farlo anche tu 🫶🏻
Tre cose che voglio che tu sappia
Se sei arrivata fin qui, forse non ti interessa solo sapere “chi è Simona”, ma stai usando la mia storia per misurare la tua. Per chiederti: “Potrei farcela anch’io?”.
Vorrei lasciarti con tre certezze che questi dieci anni mi hanno scolpito addosso.
1. Non è mai troppo tardi per iniziare
Io ho iniziato a cucire sul serio a 30 anni, con un lavoro full-time da ricercatrice, poco spazio, pochi soldi, una vita già “impostata”. Fino ad allora, l’unica cosa che sapevo fare era un orlo ai pantaloni. Se oggi ti sembra tardi, sappi che non lo è. Il cucito non chiede un’età giusta: chiede solo di iniziare dal punto in cui sei, con il corpo, il tempo e la vita che hai adesso.
2. Non serve talento innato, serve un sistema
C’è una cosa che in 10 anni di studio e lavoro mi ha cambiata per sempre: la consapevolezza che il cucito non è un dono, è un sistema. Non sei “portata” o “non portata”: sei guidata oppure no. Ogni volta che una persona mi dice “Io non ce la farò mai, non ho manualità”, so che quello che le manca non è talento, ma un metodo che spezza il percorso in passi chiari e alla sua portata. È esattamente il motivo per cui ho creato Cucito Leggero: per trasformare qualcosa che sembra complicato in una strada tracciata, dove ogni progetto è una micro-vittoria in più.
3. Non servono condizioni perfette: né tanto tempo, né tanto spazio
Ho iniziato a cucire in 40 metri quadri, con l’unico tavolo di casa occupato da macchina da cucire e tessuti, la sera dopo il lavoro. Poco tempo, poco spazio, pochi soldi: sulla carta, tutte le condizioni “sbagliate”. Se aspetti la casa più grande, il tavolo dedicato, il weekend libero, non comincerai mai.
Il trucco non è avere condizioni perfette, ma creare un piccolo sistema che funzioni dentro la tua vita di adesso: la costanza di poco tempo a settimana, uno spazio funzionale (anche se piccolo), il metodo giusto. Il resto viene strada facendo.
In altre parole: puoi farlo, se lo vuoi.
Non perché sei “portata”, ma perché hai il coraggio di iniziare, un passo minuscolo alla volta.
Il tuo prossimo passo per imparare a cucire
Il cucito non è solo un modo per riempire il tempo libero: è un modo per tornare a te stessa, un progetto alla volta.
Se vuoi iniziare a fare pratica, sul blog e su YouTube trovi decine di tutorial gratuiti da cui partire. Se senti che il problema della mancanza di tempo e spazio è troppo grande e non ti permette di partire, la mia dai un’occhiata alla mia Sfida dell’armadio sostenibile: sarà preziosa per creare un’abitudine al cucito che duri nel tempo.
E se senti che è arrivato il momento di smettere di cercare tutorial sparsi e vuoi un percorso che ti accompagni davvero da zero, Cucito Leggero è il posto in cui ti prendo per mano e ti porto dal primo punto dritto ai tuoi primi capi cuciti, e tutti quelli che vengono dopo.
In qualunque modo tu scelga di iniziare, io faccio il tifo per te!