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I 5 migliori consigli per cucire il jersey

Guide e risorse Simona 4 Commenti

Apri il tuo guardaroba e tira fuori i capi che indossi di più e più volentieri. È molto probabile che siano in jersey. Questo perché i tessuti elastici in maglia sono molto confortevoli da indossare ed estremamente versatili. E se il tuo armadio è davvero fatto per l’80% da capi in jersey, perché non imparare a cucirli da te?

So che spesso il jersey è considerato un materiale difficile da lavorare e per questo motivo tendiamo a cucire solo tessuti fermi. Basta farsi frenare dalle paure però! Non solo i tessuti in maglia sono un piacere da lavorare, con o senza tagliacuci, ma una volta provato non vorrai cucire più nient’altro.

Per partire col piede giusto, in questo post condivido con te i miei migliori 5 consigli per cucire il jersey. Ma prima di iniziare vediamo insieme cos’è il jersey.

Cos’è il jersey?

I tessuti in maglia, detti anche magline o jersey, sono delle stoffe fabbricate con un unico filo che fa dei punti circolari intrecciandosi su se stesso e creando una maglia elastica in entrambe le direzioni. Per via di questa differente fabbricazione, il jersey ha delle proprietà diverse dai tessuti fermi con trama e ordito ed è importante conoscerle per poter realizzare progetti di successo.

Qualche curiosità sul jersey

Jersey è il nome di un’isola inglese in cui, già dal Medioevo, veniva prodotta una maglia rasata in lana molto elastica e morbida, usata principalmente per intimo e maglie dei pescatori. Il jersey non venne utilizzato nella moda, eccetto che per la lingerie, finché non arrivò Coco Chanel nel 1916 a sovvertire tutte le regole. Da allora è uno dei materiali protagonisti dei nostri armadi.

I 5 migliori consigli per cucire il jersey

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Valuta l’elasticità del jersey

Non tutti i jersey sono creati uguali. I tessuti in maglia, in base alla tipologia e alla modalità di fabbricazione, presentano infatti caratteristiche diverse, non solo in termini estetici ma anche di elasticità. Il jersey ha una sua elasticità di base, maggiore nella direzione parallela alla cimosa (ordito), detta elasticità meccanica. A questa si può aggiungere un’elasticità dovuta alla composizione quando il tessuto presenta una percentuale di fibra elastica (detta elastane, Lycra o spandex). Questa percentuale varia di solito tra il 3% e l’8% e fornisce una maggiore elasticità anche nella direzione perpendicolare alla cimosa (trama).

Ma perché ci interessa valutare l’elasticità di un tessuto in jersey prima di affrontare un nuovo progetto? Quando acquistiamo un cartamodello, questo contiene al suo interno una certa quantità di vestibilità che ne determina lo stile e il tipo di tessuto adatto. La vestibilità, che è la differenza tra la circonferenza del capo e quella del corpo, può essere anche negativa nel caso di capi attillati che quindi richiedono un tessuto elastico per la loro realizzazione. Valutare l’elasticità di un tessuto in maglia ci permette di capire se esso è o meno adatto al cartamodello che abbiamo scelto. Di solito nei cartamodelli per tessuti in maglia è indicata la percentuale minima di elasticità necessaria. Calcolando la quantità di stretch offerta dal nostro tessuto potremo sapere se la coppia cartamodello-tessuto è davvero una coppia che funziona!

Come calcolare l’elasticità di un jersey

Per valutare la quantità di stretch in una maglina devi piegare il tessuto a metà in modo da lavorare su doppio strato e prenderne una porzione lunga 10 cm a una distanza di 5-10 cm dalla cimosa e parallelamente ad essa. Posiziona il tessuto su un righello misurando i 10 cm e poi allungalo al suo livello massimo di stretch senza che ne risulti alterato. Se la lunghezza del tessuto tirato è 11 cm, l’elasticità sarà del 10%, se è 12 cm sarà del 20%, se è 12,5 cm sarà del 25%, e così via.

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Taglia il jersey nel modo giusto

Hai trovato la coppia perfetta cartamodello-tessuto ed è ora di tagliare. Quali consigli puoi seguire per un progetto di maggior successo?
Prima di tutto, usa gli strumenti giusti: una taglierina rotativa o cutter per tessuti abbinato a tappeto da taglio e pesi sono la soluzione ideale per un taglio accurato e senza stress. Prima di iniziare a tagliare raddrizza il tessuto: piegalo nel senso della lunghezza in modo che la piega sia naturale e non faccia grinze, cercando di rispettare la direzione del drittofilo. Su alcuni jersey più stabili il drittofilo si può determinare facilmente mettendo il tessuto cimosa contro cimosa. Altri hanno invece cimose irregolari o deformate per cui dovrai individuare il drittofilo “ad occhio” seguendo la direzione delle spighette. Segnare il drittofilo con un marker per tessuti ti può aiutare per allineare le parti del cartamodello a quello, piuttosto che alla cimosa.
Rifilare i bordi del tessuto e raddrizzarlo prima di iniziare a tagliare può essere un altro accorgimento utile.
Per trasferire i simboli dal cartamodello al jersey puoi usare le stesse tecniche che usi per i tessuti fermi, trovi qui un video in cui te ne parlo. Un ultimo consiglio: se lavori con jersey piuttosto instabili o con un pattern da far combaciare (es. delle righe), tagliare su strato singolo di tessuto ti sarà molto utile.

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Usa ago e filo giusti per il jersey

Una delle cose che spesso generano esperienze negative nel lavorare con il jersey è una cattiva scelta di ago e filo.
Cominciamo dall’ago per la macchina da cucire: a causa della sua fabbricazione particolare il jersey richiede un ago apposito che ha una punta arrotondata (ball point, in inglese) e che permette di non rompere le fibre. Se ti è capitato che la macchina per cucire saltasse dei punti o producesse cuciture non di qualità sui capi in maglia, quasi sicuramente il problema era un ago non adeguato.
Gli aghi utilizzabili per il jersey sono di due tipi: l’ago jersey con punta SUK e l’ago stretch con punta SES o S. Entrambe le punte sono arrotondate ma, mentre l’ago jersey va bene per tutti i tipi di tessuti in maglia, quello stretch è particolarmente indicato per composizioni con elastane/Lycra/spandex, come per esempio i tessuti tecnici sportivi o da lingerie.

Oltre all’ago, è altrettanto importante scegliere il filo giusto. Per il jersey è consigliabile usare sempre filati 100% poliestere perché, a differenza del cotone, ha una maggiore elasticità e quindi resistenza alla trazione. Per le cuciture strutturali usa filati a titolo 100, mentre per la tagliacuci usa un titolo più alto, il 120, o la filanca nel caso di abbigliamento tecnico o costumi da bagno.

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Stabilizza il jersey prima di cucire

La stabilizzazione è un aspetto chiave e spesso erroneamente tralasciato quando si lavora con il jersey. Questo perché si pensa che i tessuti in maglia, essendo elasticizzati, non abbiano bisogno di essere stabilizzati. Al contrario, proprio perché sono elastici possono avere la tendenza a perdere la loro forma originale. Inoltre, come per i tessuti fermi, ci possono essere parti del capo che necessitano di maggiore struttura.

In pratica, dovrai stabilizzare il jersey in due casi:

  1. in quelle parti del capo che vengono particolarmente sollecitate con l’uso, come scolli, spalle e giromanica (su capi smanicati). Ne è un esempio la mia felpa Fondant, in cui ho stabilizzato spalle e scollo.
  2. in quelle parti del capo che hanno bisogno di maggiore struttura, come un’abbottonatura. Ne è un esempio il mio cardigan Fondant, in cui ho stabilizzato l’intera paramontura davanti e dietro.

Per ognuna di queste esigenze potrai usare stabilizzatori diversi. Nel primo caso, per esempio, troverai utili i nastri stabilizzatori che applicherai direttamente sulla linea della cucitura e che potranno o meno mantenere la naturale elasticità del tessuto. Torniamo all’esempio della Felpa Fondant: lo scollo è una parte che non deve perdere l’elasticità in modo da poter infilare il capo con facilità. Per questo, userai un nastro termoadesivo in sbieco che potrai acquistare già fatto o tagliare in autonomia da una fliselina elastica. Se invece ti serve stabilizzare con maggiore indeformabilità, potrai optare per un nastro come il forming tape di Prym che ha una cucitura centrale di rinforzo che gli da maggiore stabilità. Naturalmente esistono tante alternative per stabilizzare i tuoi capi in jersey: nastri elastici trasparenti, colle o wonder tape per stabilizzare gli orli e così via. Conoscere tutti questi materiali ti permetterà di scegliere, di volta in volta, quello più giusto per i tuoi progetti in modo che durino nel tempo.

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Imposta la macchina da cucire per il jersey

Ci siamo, è arrivato il momento di cucire e prima di sederti alla macchina è proprio indispensabile che tu sappia quali sono le impostazioni giuste per lavorare con il jersey. Ti darò qualche consiglio su come impostare non solo la tagliacuci ma anche la macchina per cucire visto che, come dicevo, non è necessario possedere la tagliacuci per lavorare con i tessuti in maglia.

Impostare la macchina per cucire per il jersey

Sostituisci l’ago universale della macchina con un ago specifico per il jersey come indicato al punto 3. Per le cuciture strutturali (interne ai capi), dove normalmente avresti utilizzato un punto dritto, utilizza un punto dritto elastico. Nella maggior parte delle macchine questo punto è indicato con un piccolo “fulmine” e non è altro che uno zig-zag piuttosto stretto (ampiezza: 1,5) e di lunghezza media (2,5/3). Se la tua macchina non include il punto come preimpostato ti basterà usare un semplice zig-zag con questi settaggi.
In base alla macchina che possiedi, un piedino doppio trasporto potrebbe fare la differenza tra cuciture piatte e le antiestetiche ondulazioni del tessuto spesso provocate dall’uso del piedino standard sui jersey. Per finire i margini puoi usare uno zig-zag, un punto di finto overlock oppure uno zig-zag a 3 punti.
Per le cuciture esterne (es. gli orli) puoi usare il punto dritto elastico oppure la mia tecnica preferita, quella dell’ago gemello, se la tua macchina la supporta.

Impostare la tagliacuci per il jersey

Puoi cucire i tuoi capi in jersey quasi interamente con l’overlock a 4 fili della tagliacuci e lasciare solo gli orli alla macchina per cucire. Consulta il manuale della tua tagliacuci per capire le impostazioni standard per questo tipo di punto sui tessuti elastici, tipicamente le tensioni di aghi e crochet sono tutte uguali e pari al valore medio. Imposta poi il differenziale ad un valore superiore ad N. Il jersey tipicamente si lavora bene con un differenziale di 1,5, ma puoi aumentarlo fino a 2 per tessuti molto elastici se osservi delle ondulazioni nelle cuciture.
Fai dei test per ottimizzare le impostazioni della macchina rispetto al tessuto con cui stai lavorando, in particolare per quanto riguarda la larghezza di taglio e il differenziale.

In questo post ho condiviso con te i miei migliori 5 consigli per cucire il jersey. Spero che ti siano utili per affrontare i tuoi progetti elastici più a cuor leggero e abbandonare le paure che ti impediscono di lanciarti nel magnifico universo dei tessuti in maglia. Hai mai cucito un capo in jersey? Cosa hai trovato più difficile? Quali di questi consigli trovi più utile per il tuo lavoro?

Buon cucito elastico!
Simona

4 risposte a “I 5 migliori consigli per cucire il jersey”

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